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questo è il registro dei miei flussi di coscienza. Probabilmente non vi interesseranno, ma ho un blog da sfamare.
Questo blog è dedicato alla memoria della verginità di Roxy Deville

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"Non ho nulla da dichiarare, se non il mio genio" - Oscar Wilde
"Riesco a resistere a tutto, tranne alle mie tentazioni" - Oscar Wilde
"Tesoro, sono semplicemente pieno di soldi. Sarà volgare, ma è meraviglioso! Tutto quello che desidero dalla vita è fare un sacco di soldi e spenderli" – Freddie Mercury
"Sono gay come una giunchiglia" - Freddie Mercury
"Together we stand, divided we fall" - Pink Floyd
"La naturalezza è una posa, e la più irritante che io conosca" - Oscar Wilde
"La vita è una splendida avventura dalla quale nessuno è mai uscito vivo" - Jim Morrison
"...peccato che gli unici capaci a governare questo Paese siano troppo impegnati a tagliare i capelli..." - Daniele Luttazzi, Adenoidi 2003
"Siamo tutti innocenti, ma il mondo è pieno di cadaveri" - Jim Morrison
"...non avevo capito che decidendo di farti venire al mondo ti mettevo solo la morte alle calcagna..." - Daniel Pennac, Monsieur Malaussene
"Io non sono d'accordo con quello che tu dici, ma darei la vita affinché tu lo possa dire" - Stephen G. Tallentyre
"Sono riuscito a smettere di fumare. Adesso vivrò una settimana di più, e in quella settimana pioverà a dirotto" - Woody Allen
"L'utopia è il necessario alzo balistico per centrare il bersaglio" - Baldo Savonari
"L’emozione più antica e più forte dell’uomo è la paura, e la paura più antica e più forte è quella dell’Ignoto" - Howard Phillips Lovecraft, L'orrore soprannaturale nella letteratura
"Non dico un centro, mi basterebbe una periferia di gravità permanente" - Brekane, Un diario pressappoco
"L'intelligenza militare è una contraddizione in termini" - Groucho Marx
"...Mi sono sempre chiesto perché la gente beve. La risposta sta cominciando lentamente a palesarmisi..." - Groucho Marx, Le lettere di Groucho Marx
"La figuratività non è mai innocente" - Algirdas Julien Greimas
"Quanto più si estende la grande conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini di cui ci è gradita la compagnia" - Ludwig Andreas Feuerbach
"Il Dio dell'uomo è l'uomo" - Ludwig Andreas Feuerbach
"I politici sono come i pannolini: bisogna cambiarli spesso, e per lo stesso motivo" - Anonimo
"Vivi come puoi perché come vuoi non puoi" - Graffito su un muro di Aosta
"Dio c'è ma non vuole essere coinvolto" - Graffito su un muro di Martinsicuro (Te)
"Fino a diciott'anni tutti scriviamo poesie. Da quest'età in poi sono due le categorie di persone che continuano a scriverne: i poeti e i cretini" - Benedetto Croce
"Die Arbeit macht frei" - Iscrizione sul cancello di Auschwitz
"...l'unica costante della vita è l'inevitabilità del cambiamento..." - Terry Brooks, I talismani di Shannara
"Ma il nano ticlì-clì-ticlì?" - Stefano Arbau
"Si-può-fare!" - Gene Wilder, Frankenstein Junior
"I soldati si mettono in ginocchio quando sparano, forse per chiedere perdono dell'assassinio" - Voltaire
"Quello che nessuno ha mai osato pensare dell'aldilà è che potrebbe essere assolutamente identico a dove siamo ora" - Adam Phillips, Monogamia
"In fondo, tutto è autobiografia" - Samuel Beckett
"Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino sia triste" - Mark Twain
"Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura" - Mark Twain
"La civiltà è un illimitato moltiplicarsi di inutili necessità" - Mark Twain
"Io non domando a che razza appartiene un uomo; basta che sia un essere umano; nessuno può essere qualcosa di peggio" - Mark Twain
"La responsabilità è individuale, non della comunità" - Mark Twain
"Chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli" - Lenny Bruce, Come parlare sporco e influenzare la gente
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" - Mahatma Gandhi
"Ricordati che tutti si dimenticano" - Leo Ortolani, Tutto Rat-Man 26
"Se Gesù fosse stato ucciso venti anni fa, i bambini delle scuole cattoliche porterebbero delle piccole sedie elettriche intorno al collo invece delle croci" - Lenny Bruce
"La Satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i recensori, ti permetteranno di farci satira. Il che è piuttosto ridicolo, quando ci pensi" - Lenny Bruce
"La satira è contro ogni potere, anche quello della satira" - Daniele Luttazzi
"Sanità mentale?! Spiacente, non ricordo...di aver avuto mai un simile fastidio" - Tite Kubo, Bleach 16
"Io in questi cinque anni ho vissuto, lei cos'ha fatto?" - Enzo Biagi intervista Daniele Luttazzi a RT
"Cuore fedele può avere lingua ribelle" - J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
"In definitiva le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste" - Raymond Carver, Il mestiere di scrivere
"Il fuggiasco conta due volte ogni nemico" - J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
"Confusione è una parola che abbiamo inventato per un ordine che non si comprende" - Henry Valentine Miller
"...si giunge al mattino soltanto attraverso le ombre" - J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
"...ma...finché...siamo vivi...possiamo...sempre combattere" - Oh! great, Inferno e paradiso 32
"Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" - Francois Truffaut, da "Corri, Francois!" di Enrico Vecchi
"Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera" - Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio
"A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" - Giuseppe Fava
"Qualche sciocchezza di tanto in tanto / aiuta tutti gli uomini a vivere d'incanto" - Gene Wilder, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato
"...e su questo, terra" - Matteo Tassinari, www.ilsatirosaggio.com
"E la rivoluzione, la contestazione, la piazza, erano state messe a tacere dando la droga ai giovani e la televisione alle mamme" - Michele Marziani, Umberto Dei
"La vita è una malattia mortale" - Soren Kierkegaard
"L'ammirazione...è il sentimento più lontano dalla comprensione" - Tite Kubo, Bleach 20
"All'uccidibilità nessuna concessione" - Dario Renzi, XIII Congresso Nazionale SR
"...la creazione è più del potere, l'arte più della politica. Che immortali sono le opere e non le guerre o i balli dei principi..." - Milan Kundera, L'immortalità
"Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza a leggere un libro" - Groucho Marx
"Potrà essere sacro per lei, giudice, noi abbiamo altre idee" - Groucho Marx, alla cerimonia del suo matrimonio
"Laggiù è seduto un uomo dalla mente aperta. Si sente lo spiffero fin da qui" - Groucho Marx, a proposito di Chico Marx
"Abbiamo recitato in città in cui oggi mi rifiuterei di essere seppellito" - Groucho Marx
"Je suis Marxiste, tendance Groucho!" - Graffito anonimo a Parigi, 1968
"Se mangiavi quello che loro davano, bastava appena per morire più lento" - Vladek Spiegelman, Maus
"Non possiamo lottare contro la natura e il pianeta" - Barry Commoner, Left 04/01/2008
"Sono così incompreso che non si comprendono neanche i miei lamenti di essere incompreso" - Soren Kierkegaard, Diario
"Chi è amico di tutti non è amico di nessuno" - Arthur Schopenhauer
"Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri" - Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena
"La bellezza matematica è una qualità che non può essere definita, non più di quanto la bellezza possa essere definita per l'arte, ma chi studia matematica, di solito, non ha difficoltà ad apprezzarla" - Paul Adrien Maurice Dirac
"Tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno pensa di cambiare se stesso" - Lev Nikolaevic Tolstoj
"Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è" - Miles Davis
"Lo scrivere è un ozio affaccendato" - Johann Wolfgang von Goethe
"Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle" - Charles Bukowski
"Non esistono ostacoli troppo grossi, signore. Esistono solo motivazioni troppo piccole" - Leo Ortolani, Rat-Man 65
"La scienza si costruisce con i fatti, come una casa con le pietre. Ma una collezione di fatti non è una scienza, più di quanto un mucchio di pietre non sia una casa" - Jules Henri Poincaré, Scienza e ipotesi
"C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi" - Paul Valéry
"I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei propri popoli" - Thomas Jefferson
"Se le scimmie riuscissero a provare noia, potrebbero diventare uomini" - Johann Wolfgang von Goethe
"Creare è dare una forma al proprio destino" - Albert Camus
"Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane" - Italo Calvino, Il visconte dimezzato
"Il mondo va avanti solo a causa di quelli che si oppongono" - Johann Wolfgang von Goethe
"La rabbia serve a renderti efficiente. Questa è la sua funzione per la sopravvivenza. Ecco perché ti è stata data" - Philip Roth
"Un artista è, prima di tutto, uno che ha fiducia in se stesso" - Henry Miller, L'incubo con aria condizionata
"Solo quando hai le mani libere puoi credere di poter veramente afferrare qualcosa..." - Carlo Ambrosini, Jan Dix 2
avete aperto la vostra mente in *loading*
Orologio gentilmente fornito da questa tizia
Girovagando per la rete mi sono reso conto che sono decine i forum ed i siti dedicati al'irrisolvibile problema della lunghezza del pene e delle sue implicazioni psicologiche su noi maschietti. Ebbene, decidendo di gettarmi anch'io nel marasma pubico generale, per tranquillizzarvi ho deciso di riportare estratti da un sito che ho trovato molto esauriente, ma dovete continuare a leggere solo se dopo vi promettete di non pensarci più e smettere di farvi le seghe mentali, magari godendovi pure la vita (come insegna Giulio Cesare Giacobbe). Toh, beccatevi questo:
![]() |
Ecco le domande più ricorrenti sul pene, le dimensioni ecc. con tutte le risposte che avete sempre voluto. La grandezza di un pene La lunghezza media è di 15 cm e il 90% degli uomini di tutto il mondo hanno un pene lungo tra i 13 e i 18 cm. Il record per un pene correttamente funzionale è di 1,5 e 30 cm. |
Qual'e' la dimensione "normale" del pene?
La crescita del pene e' molto rapida durante la puberta' ed e' completa alla fine dello stadio puberale, intorno all' eta' di 16 o 17 anni. Tuttavia molti adolescenti temono che il loro pene non sia abbastanza grande e sia inadeguato al sesso.
Quasi tutti i ragazzi, prima o poi, hanno dei dubbi circa le misure del loro pene, ma l'esperienza, in genere, mostra loro che tale angoscia e' del tutto immotivata. Non appena iniziano ad avere esperienze sessuali scoprono che il loro pene funziona adeguatamente ed e' entro i normali standard di grandezza. Quando il pene non e' eretto, in genere pende mollemente verso il basso e misura circa dagli 8 agli 11 centimetri di lunghezza e 3 centimetri di diametro, anche se ogni caso differisce dagli altri.
Il problema, nello stabilire una grandezza media del pene non eretto, e' che lo stesso pene, in queste condizioni, puo' variare di volta in volta.
Medici, più o meno qualificati, e riviste per adolescenti, più o meno scientifiche, fanno a gara nel cercare di tranquillizzare l'uomo preoccupato, con tabelle di normalità (per le quali di solito si è normali dai 13 ai 18 cm), e assicurando sul fatto che per l'atto sessuale e per la partner femminile le dimensioni del pene non sono importanti.
Ma purtroppo non sempre è così facile. In molti casi la sensazione e la paura di avere il cazzetto nascono non da motivazioni fisiche, bensì psicologiche.
In questo caso il pene diventa una proiezione di paure più profonde. Insicurezze e traumi, che nulla hanno a che vedere con le reali dimensioni del pene, possono portare a veri e propri complessi.
In questi casi meglio lasciare il metro da sarto a riposo e passare ad altri strumenti d'analisi, come per esempio una bella chiacchierata con qualcuno esperto di queste cose.
![]() |
Dimensioni del pene?! Questione antica. Il vecchio dilemma dell'uovo e della gallina potrebbe essere riformulato in questo modo: e' venuto prima il metro da sarto o l'organo genitale maschile? |
Un'ansia di misurare, confrontare e accrescere i propri mezzi è comune a culture ed individui anche molto diversi tra loro.
Nelle scuole medie il sistema metrico decimale e la geometria sono appresi più nei bagni dell'istituto che nelle aule.
Per quanto riguarda il cinema, il Pipino del film Porky's ha fatto raggiungere, ai risvegli barzotti degli adolescenti di tutto il mondo, livelli lirici ineguagliati.
È importante la grandezza del pene?Le dimensioni del pene sono estremamente variabili. Alcuni esperti ritengono che la lunghezza media del pene (con misurazione sul dorso del pene sia circa 10 cm a pene flaccido e circa 15 cm a pene in erezione.
Che carino Ruini, sentite (anzi leggete) cosa dice sul caso Fazio...
"Basta con l'abuso della pubblicazione delle intercettazioni, un sistema che ha prodotto gravi danni alle persone e guasti difficilmente riparabili alla dialettica politica e al funzionamento delle istituzioni"
Dialettica politica???Istituzioni??
Mah....
Ed ora rinfrancatevi con una notizia fresca fresca di tg2:
Una donna ha partorito 5 gemelli dopo ver fatto cure per la fertilità e durante il parto il marito ha saputo di essere in cassa integrazione.
Entusiasmante&Interessante
Fonti:LaRepubblica.it
Posto un estratto direttamente dal blog di Beppe Grillo di oggi, cioè una lettera che Antonio Di Pietro gli ha inviato per aderire all'iniziativa "Parlamento Pulito". Eccola:
“Caro Beppe,
i vizi, le anomalie, le indecenze che puntualmente tu denunci sono le ragioni che mi hanno portato ad impegnarmi in politica. Vorrei fare qualcosa per portare una ventata di pulizia e legalità nelle istituzioni, nel Parlamento e nelle attività economiche.
Ed è proprio questa la motivazione per cui ho aderito al tuo appello per un “Parlamento pulito”. E’ necessario però che i partiti raccolgano il nostro invito e non facciano, come al solito, “orecchie da mercante”.
Come fare per sollecitarli? Nei confronti di quelli della “Casa della Libertà” (provvisoria, come li chiama Travaglio) non so proprio. Con riguardo ai politici dell’Unione voglio provarci e lancio una proposta, che è anche un po’ una cartina di tornasole rispetto alla loro reale volontà. Eccola.
Il prossimo 16 ottobre ci sono le Primarie dell’Unione, ove diversi candidati (Prodi in testa, ma ci sono anch’io) si propongono come leader del centrosinistra.
Proponiamo ad essi l’adozione di un “codice etico minimo", da attuare (si badi bene) come regola interna da valere prima delle elezioni e non solo come un generico impegno per il dopo (fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, dopo le tante fregature di questi ultimi tempi).
Ecco la proposta, in pillole ed in estrema sintesi (quella completa, di ben 102 punti può essere letta sul sito www.antoniodipietro.it):
Per dare trasparenza e ridurre i costi della politica:
- vietare ai condannati con sentenza definitiva di potersi candidare al Parlamento né di poter assumere incarichi di Governo locale o centrale…
Per riportare legalità nelle attività economiche e d’impresa:
- vietare amnistie, indulti, prescrizioni e condoni per ridare “certezza del diritto”…
Per garantire trasparenza negli organi giudiziari e di controllo:
- impedire ai dirigenti degli enti di controllo (Consob, Banca d’Italia, Autorità di qualsiasi natura) di assumere per almeno 5 anni impieghi o consulenze retribuite dalle aziende già sottoposte al loro controllo…
Per difendere i diritti dei consumatori e dei piccoli risparmiatori:
- istituire un’apposita Authority” per tutelare, attraverso la “class action”, le categorie più a rischio di truffe ed ingiustizie…
Saranno capaci quelli dell’Unione di mettere al primo posto del futuro programma di governo il predetto “patto etico”? Io l’ho consegnato da tempo (nella versione integrale di tutti i 102 punti) a tutti i leader dei partiti.
Finora nessuno mi ha risposto. Qui gatta ci cova. Anzi, ci ha già covato, visto che stanno arrivando personaggi alla De Michelis, Pomicino, e da ultimo -ultimo uovo della giornata - anche quel tal Rocco Salini, fino a ieri senatore di Forza Italia e proprio oggi passato all’Udeur, personaggio che io ricordo bene perché è stato a suo tempo condannato con sentenza penale passata in giudicato per corruzione ed altri reati e per questo dichiarato decaduto dalla magistratura e dal ruolo di consigliere regionale per indegnità morale.
Forse è bene che – alle prossime primarie – i cittadini italiani si rendano conto che non basta piu’ votare per “partito preso”, ma è necessario anche scegliere delle persone di cui ci si può fidare. Altrimenti corriamo il rischio di cadere dalla padella alla brace!
Chi ci sta, batta un colpo, la mia email è: dipietro@antoniodipietro.it "
Antonio Di Pietro – Italia dei Valori.
Vi scrivo adesso dopo aver appena mandato un'e-mail a Di Pietro per congratularmi della scelta fatta ed invitandolo a visitare questo blog, magari aderendo anche alla nostra iniziativa, per le dimissioni di Berlusconi. Sperando in una sua visita, vi ripropongo il testo dell'iniziativa:
CHIEDIAMO LE DIMISSIONI A SILVIO BERLUSCONI (E FA PURE RIMA). Gente, dobbiamo svegliarci e far sentire la nostra voce. Per questo invito tutti voi che siete interessati a chiedere le dimissioni a Berlusconi ad inviarmi un'e-mail con i vostri dati e la motivazione della vostra richiesta (mail con contenuto stupido od offensivo verranno cestinate). Quando avremo raggiunto un buon numero (diciamo sul migliaio) le raccoglierò e le invierò personalmente al presidente del Consiglio. Perciò datevi da fare, e spargete la voce! L'indirizzo a cui mandare le mail è: lordgeddoncalypse@gmail.com. Facciamo sentire la forza della nostra comunità!
Aspettando la vostra partecipazione, e la visita di Di Pietro (o direttamente di [rullo di tamburi] Beppe Grillo, poiché ho invitato anche lui) vi saluto e, anche per oggi, ho fatto il mio dovere.
Fonti: www.beppegrillo.it

Ho ricevuto una lettera dal magistrato di Bologna Libero Mancuso che pubblico.
“Esultanti reazioni da parte dei ragazzi del clan che fanno capo al nostro presidente del Consiglio per la absolutio semiplena che lo ha colto, questa volta, in exitus mandati. C’è persino chi ha espresso sorpresa per una sentenza scontata che una maggioranza parlamentare, tetragona a sentimenti di pudore, aveva ampiamente predisposta all’indomani della terrificante strage dell’11 settembre 2001, dunque ad inizio legislatura, allorché aveva ridicolizzato e neutralizzato uno dei reati più allarmanti e dannosi per le risorse dell’erario e la moralità pubblica, che in Paesi a capitalismo avanzato viene punito con decenni di carcere.
Si tratta della stessa maggioranza che, questa volta a fine legislatura, incurante della crisi istituzionale e politica che l’attraversa e delle nuove povertà in cui ha condotto l’Italia, trascinata persino a rischio di terrorismo islamico, ne sta pensando un’altra delle sue a “tempo oramai scaduto”, come afferma con preoccupante ambiguità lo stesso interessato on. Previti. Cioè il salvataggio di chi in due sentenze conformi è stato indicato come il corruttore di giudici nell’interesse (ragguardevole) del Premier e con danaro (consistente) proveniente dalle generose casse delle Fininvest, assicurando all’imputato on. Previti la prescrizione breve per attività illecite di lunga durata.
E’ a tutti evidente che per sottrarre danaro al fisco, collocarlo all’estero, finanziare illecitamente, tra gli altri, il compiacente predecessore alla guida del Consiglio dei Ministri, l’on. Craxi, e Giudici di questa malandata Repubblica, era necessario falsificare bilanci (fininvest, per l’appunto) e collocare somme ingentissime di danaro all’estero (un miliardo di euro finalizzato ad operazioni illecite, in questo caso; 1.550 miliardi di lire in un altro simile, e così via), su accoglienti sponde off shore.
“Non crea effetti nocivi di un qualche rilievo”, afferma l’ineffabile difensore avv., prof., on., pres. Gaetano Pecorella. Che ha aggiunto: “L’importante è se una legge è giusta, non il motivo per cui è stata fatta”. Con ciò ammettendo, da un lato, che il suo cliente ha violato una legge a suo tempo in vigore; e che spetta all’imputato ed al suo difensore stabilire se una norma incriminatrice sia giusta o meno e, se l’imputato ed il suo difensore, nel frattempo divenuti entrambi legislatori, ritengano che non lo sia, la si abroga.
E, quando si verrà assolti con una formula che tradisce la manfrina legislativa, occorrerà mostrare, con una forte dose di spudoratezza, soddisfazione e sorpresa, per un’altra vicenda che testimonia del tramonto di uno Stato di diritto e del trionfo del Paese delle banane.”
Bologna, 27 settembre 2005.
Libero Mancuso
Fonti: www.beppegrillo.it
Oggi me ne sono andata rotolando al multisala del mio paesino che si vanta di essere dotato di nachos e pop corn (bah) e che tra l'altro non ha la biglietteria automatica di cui millanta...comunque, dopo tali peripezie, ci siamo visti "La bestia nel cuore".
Devo dire che gli attori sono veramente bravi ed anche la regia ha fatto un buon lavoro..
La trama è coinvolgente soprattutto perchè sono più storie che si sovrappongono ma il ritmo secondo me (e la mia metà) è un pò troppo veloce per essere del tutto realistica, anche se comunque è molto verosimile;più che altro alcune cose non hanno il tempo di svilupparsi, per esempio la storia d'amore tra Emilia e Maria è eccessivamente rapida e non si capiscono spesso i picchi di gioia o fraintendimenti o litigi che scoppiano in modo un pò avulso dal contesto..
La cosa più discordante però è il finale, forzatamente lieto..un bel "vaffanculo" a Franco(il compagno della Mezzoggiorno) secondo me ci voleva..
Ad ogni modo vi consiglio di vederlo perchè nonostante qualche punto nero, è un bel film..
Paolo Calissano in galera per detenzione ed uso di cocaina e Russell Crowe multato per 15 milioni di dollari e rischio di estradizione dagli USA per aver picchiato l'inserviente di un hotel. End of transmissions.
Non trovate che la pubblicità dei formaggini Tigre sia idiota ed irritante e che il gemito della madre al contatto tra formaggio-papille sia più un orgasmo multiplo che un'espressione di buongusto?
A volte, ma solo a volte, un corvo riporta indietro il mio spirito di telespettatore per permettermi di accendere la TV e godere dei suoi frutti marci. E a volte, ma solo a volte, ci trovo pure qualcosa di interessante su cui spiattellare il mio venticinquesimo di secondo di battito palpebrale. E' il caso di qualche notte fa, dove mentre allestivo un improbabile quanto inutile "latte caldo e cornetti" ho deciso di instupidire il martelletto del mio timpano col caos aggrovigliato di un audio televisivo inascoltato. Ma sull'inspiegabile programmazione Rai, in particolare su Rai Tre, forse un feto era venuto alla luce sano. Con un audio cupo ed un video farinoso, bucolico ed in bianco e nero ecco che per motivi al di fuori della comprensione umana veniva riproposto in "Fuori Orario - Cose (mai) viste" (che continua a tenere fede al nome) il programma televisivo di Orson Welles (sì, proprio quello de "La guerra dei mondi") "Around the world with Orson Welles", una serie di filmati-documentario su qualche viaggetto dell'eccentrico scrittore. Personalmente, mi sembrano tutti videomontaggi, comunque è stato interessante vedere come era la rappresentazione delle realtà geografiche cinquant'anni fa (esatti, per giunta) e, soprattutto, come fosse centrale l'Inghilterra nella programmazione wellesiana, Inghilterra a cui era probabilmente unicamente destinato il film, per via dei costanti riferimenti alla terra della Corona ed alla sterlina. Purtroppo ho avuto modo di visionare solo gli episodi relativi alla corrida spagnola ed al contrabbando basco, imparando cose fondamentali come che per ammazzare un toro devi fare un rituale di un'ora e che per essere basco non devi necessariamente possedere un encefalo. Sapevate che i baschi "pescano" i piccioni con delle reti come i pesci? No, e vivevate lo stesso. Questo il senso del film di Welles. Vi riporto di seguito la recensione del programma Rai dalla programmazione del palinsesto e la biofilmografia di Welles, così leggete un altro pò e non mi date dello sprovveduto.
Domenica 25 settembre 2005, dalle ore 1.25 alle ore 6.00
CINEMA NELLE VENE ovvero: le mille vene(zie) del cinema (18)
con
ALL AROUND THE WORLD WITH ORSON WELLES prima visione tv 134’
(GB, 1955,b/n, v.o. con sott. It.)
Regia di Orson Welles
Con Juliette Greco, Jean Cocteau, Raymond Duncan, Orson Welles
Episodi: Pais Basque, La Pelote Basque, Madrid Bullfight, St. Germain Des Pres, Chelsea Pensioner.
I cinque episodi superstiti di una serie Tv pensata da Welles, alla sua prima esperienza con la televisione, realizzata per la BBC con uno stile, quello degli appunti di viaggio, che il regista approfondirà più avanti, con l’esperienza con la Rai per Nella Terra di Don Chisciotte e i segmenti della serie incompiuta per l’americana ABC Orson’ Bag, che comprendeva i fantastici London, Vienna e, soprattutto, The Merchant of Venice.
Nome: George Orson Wells
Data e luogo di nascita: 6 Maggio 1915, Kenosha, Wisconsin, USA
Data e luogo di morte: 10 Ottobre 1985, Hollywood, California, USA
Uno dei grandissimi del cinema di tutti i tempi. iniziò giovanissimo come regista teatrale e subito mise in mostra le sue doti di innovatore e maestro dei media quando seminò il panico negli Stati Uniti (1938) trasmettendo per radio La guerra dei mondi di H. G. Wells e facendo credere agli ascoltatori che i marziani sarebbero presto sbarcati sul continente americano. Nel 1940 esordì a Hollywood con un film che rivoluzionava la tecnica narrativa, scenografica e di ripresa, Quarto potere (1941), che ritraeva nelle sue grandezze e meschinità un grande magnate dell’American Corporate. Alla base dell'intera sua attività, come in Citizen Kane, vi sono molti elementi autobiografici spinti fino all’eccesso con uno spirito provocatorio e sostenuti da una tecnica narrativa e drammatica che ha pochi riscontri nel cinema. L’immedesimazione nei personaggi che interpretava in prima persona in modo del tutto anticonvenzionale sia sullo schermo sia in televisione e in teatro conferiva al suo lavoro un vigore e una profondità che ipnotizzava lo spettatore. Quasi maniacale la sua riproposizione degli eroi shakespeariani, dai primi esperimenti d'avanguardia in costumi contemporanei, all' Otello e al Re Lear messi in scena negli anni Cinquanta, alla trilogia cinematografica comprendente un Macbeth (1948) girato negli U.S.A., un Otello (1949-51) marocchino e un Falstaff (1965-66) spagnolo. Temuto dai produttori hollywoodiani con i quali entrò in conflitto a più riprese sia per L'orgoglio degli Amberson, straordinaria opera barocca che non poté montare, sia per La signora di Shanghai, in cui attaccò il mondo del danaro. Fu costretto a lavorare in Europa con l'enigmatico e misterioso Mr. Arkadin (proposto anche come romanzo), con Rapporto confidenziale (1955) e col perennemente incompiuto Don Chisciotte,che sviluppava un suo cortometraggio televisivo e ch'egli riprese negli anni Settanta col nuovo titolo Quando finirete il Don Chisciotte?Tornò a Hollywood, dove era accettato esclusivamente come attore, per la regia di L'infernale Quinlan (1958), trasformando un anonimo giallo in un sinistro apologo sul male e sulla corruzione. Di nuovo in Europa, vi realizzò Il processo (1962) attualizzando Kafka e affidandone il prologo alle animazioni di A. Alexeïeff, il già citato Falstaff, il televisivo Storia immortale (1968), l'istrionico e molto autobiografico F for Fake ovvero Nothing But the Truth (1974), sulla menzogna dell'arte interscambiabile con l'arte della menzogna. E’ stato interprete di una cinquantina di film di altri registi (in prevalenza del suo amico John Huston, che a sua volta egli diresse in The Other Side of the Wind, 1974-77). Ha dato grandi interpretazioni nel Terzo uomo (1949) di C. Reed, nel prologo di Moby Dick (1956) da lui portato sulle scene l'anno precedente, negli americani La lunga estate calda e Frenesia del delitto, nell'episodio pasoliniano La ricotta (1963) in cui fu il Regista con la maiuscola, fino alle caratterizzazioni degli anni Settanta in diversi Paesi.
Fonti: www.raitre.rai.it ; www.mymovies.it
Se mi ritrovo adesso a parlare del referendum sulle staminali vuol dire che sono retroattivo. Sarà la cittadinanza onoraria romana di Ciampi (simpaticissimo e commosso nel suo "volemose bene" di wojtyliana memoria, un vero partigiano) o lo scontro Berlusca-Fassino in Parlamento ("se lei è convinto di aver migliorato l'Italia, allora non dovrebbe avere paura delle elezioni anticipate tanto gli italiani le darebbero nuovamente la fiducia", grande Piero) ma, sinceramente, a me l'assenza degli italiani dalle urne per un referendum tanto importante e pubblicizzato ancora non va giù. Sarà per i migliaia di cartelloni "Io non voto" che hanno tappezzato le nostre città per settimane, con la faccia di quel finto medico di Veronesi, ma fatto sta che a votare non ci siamo andati. E Ruini, Ruini che cazzo c'entrava? Io sono cattolicissimo, sono cattolico un giorno sì e l'altro pure, ma la Chiesa deve imparare a limitarsi a qualche parere, non a militare per una fazione o quell'altra in politica. Camillo Ruini, recentemente contestato per le sue critiche ai matrimoni gay e coccolato dalle scuse di tutti i politici italiani, invece che spedito a calci in culo a fare il missionario in Rwanda. Mentre in tutto il mondo imperversano i succesi medici nell'ambito dell'uso delle cellule staminali, noi siamo "in leggera controtendenza" (ciao Beppe) e, ciechi, sordi muti e vecchi (questo è il vero problema dell'Italia, la xenofobia senile) ce ne siamo stati a casa il giorno della votazione al refrendum. Vi prego, se non siete andati a votare ditemi, ditemi perché. Perché salvare un embrione bastardo inutile se la madre vuole darlo alla scienza per permetterle di salvare un padre di famiglia morente. Perché, cazzo, perché.
E non poteva mancare l'nesimo viaggio settimanale verso la capitale, sito in data 22 settembre. Le motivazioni del viaggio sono state le solite: inghippi universitari vari. La tortura in autobus di più di due ore (voglio la ferrovia!) non è stata particolarmente pesante, alleviata dal lettore CD prestatomi dalla mia adorata metà, gli splendidi The Ark che con il nuovo "State of The Ark" si sono superati, ed un bel sonnellino. L'esito del pellegrinaggio obbligato è stato più che soddisfacente: sono stato ammesso al corso di laurea in Comunicazione nella società della globalizzazione di Roma Tre! Hooray! E con questo sono a quota due trasferimenti d'ateneo, tre città in tre anni: Perugia, L'Aquila e adesso, finalmente, Roma. Da segnalare le personalità buffe che -come al solito- hanno sbizzarrito il viaggio alla volta dei Colli:
- i due simpatici napoletani che erano accanto a me sull'autobus, uno dei quali è riuscito a rubarmi una risata nonostante il glauco aspetto da tamarro;
- la psicopatica in sovrappeso che in auto non ha fatto altro che agitarsi pomposamente e sbuffare;
- la vespa che mi ha costretto a cambiare posto sull'auto;
- e, dulcis in fundo, i due preti bodybuilded nella metro a Roma: mai visti due ecclesiastici così in forma. Non vi dimenticherò mai, ragazzi.
Con questo concludo il mio resoconto di viaggio, e se pensate che tutto questo sia inutile io vi dico beh, questo è un blog, ed ogni tanto qualcosa di stupido ed inutile ce lo devo pur scrivere.
Riporto un paio di estratti da articoli apparsi su "La Repubblica" di giovedì scorso.
Da un articolo di Ezio Mauro (il direttore della testata) in prima pagina, riguardo alle dimissioni del ministro dell'Economia Domenico Siniscalco:
"...Ma proprio questo rivela la fragilità politica del governo, che in pochi mesi perde il secondo ministro dell'Economia, dopo aver avvicendato tre ministri degli Esteri e due ministri degli Interni. Deve essere chiaro a tutti gli italiani che la responsabilità di questa crisi è di Silvio Berlusconi, e della sua incapacità di reggere la responsabilità del governo. Anche se mancano pochi mesi alla fine della legislatura e solo otto giorni alla presentazione della Finanziaria, Berlusconi deve andarsene. Un passaggio tecnico garantisca l'approvazione della manovra. Poi si vada al voto, per salvare il salvabile e chiudere finalmente questa sciagurata avventura..."
Niente di più vero. Siniscalco è l'unico che c'ha visto bene ed ha avuto le palle di abbandonare un posto da ministro per tonare a fare il professore (di Economia, s'intende), così come altri prima di lui. Il governo è allo sfacelo, che cada e buonanotte. Non continuiamo a rigirare il coltello nella piaga. Invito tutti coloro che sono interessati a chiedere le dimissioni del premier ad inviarmi un'e-mail all'indirizzo lordgeddoncalypse@gmail.com con le proprie motivazioni e la richiesta. Ma non esagerate, mail del tipo "vattene perché sei stronzo" verranno cestinate. Il resto le raccoglierò e spedirò personalmente a Silvio Berlusconi. Una piccola iniziativa di Mindalchemy, facciamoci sentire un pò.
L'altro estratto deriva da un articolo di Antonio Cianciullo a pagina 17, su un'intervista al presidente del Worldwatch Institute, Cristopher Flavin, sulla sciagura di New Orleans e l'imminente arrivo dell'uragano Rita:
"...Negli ultimi anni il governo americano ha finanziato la guerra in Iraq, non ha ratificato il protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas serra e ha tagliato i fondi per la prevenzione dei disastri climatici. Se vogliamo ridurre il rischio legato ai fenomeni climatici estremi dobbiamo utilizzare diversamente le nostre risorse economiche..."
E questo ve l'avevo detto anch'io in anteprima (qualche scoop ogni tanto concedetemelo no?). Trovo che il disinteresse dei politici sia a dir poco allarmante. Seguono a tutti e due gli articoli dei lunghi dossier davvero molto ben fatti (beh lasciatemelo dire, "La Repubblica" è un gran giornale, e non lo dico perché è di sinistra) ed esaurienti. Continuando a leggere il giornale, ho però scovato una notizia che non mi ha messo il sorriso sulle labbra (e ditemi voi cosa posso trovarci ormai sui giornali che mi procuri il sorriso), e cioè un altro resoconto sull'influenza aviaria in Asia. Purtroppo è già epidemia e, a detta del ministro della Salute indonesiano, "una pandemia è da considerarsi ovvia". Divento ipocondriaco al solo pensiero. Brrr...stavolta la paura ce l'ho davvero. Passeremo anche questa e la racconteremo? Speriamo...
Fonti: "La Repubblica" del 22/09/2005
Che fico!
sto sfruttando la connessione internet della mia scuola per fare quello che mi pare!!
AH AH AH..
Vi ricordate il caso del Bosco di Gioia (post "Salviamo il Bosco di Gioia" del 20/09/2005)? Ebbene, oggi il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha risposto a tutti quelli che hanno scritto sul suo forum a riguardo (quindi anche a me, che non posso lasciare un bosco tutto solo soletto). Pubblico la risposta per tutti i lettori:
Ringrazio tutti voi che avete scritto sul forum del presidente per
dimostrare quanto tenete al Bosco di Gioia e apprezzo l’utilizzo della
rete come forma di partecipazione democratica.
Per prima cosa voglio rispondete a quanti accusano questa amministrazione
di essersi disinteressata della vicenda dell’area verde nella zona Gioia –
Garibaldi dicendo che l’assessore provinciale ai Parchi e territorio,
Pietro Mezzi, ha avuto diversi incontri, il più recente nel luglio scorso,
con i rappresentanti delle associazioni e dei comitati nati per difendere
questo spazio verde.
Inoltre devo precisare che la Provincia di Milano non ha competenze
specifiche per quello che riguarda il progetto della nuova sede della
Regione Lombardia.
Sull’area interessata è previsto un piano integrato, approvato dal Comune
di Milano, che contempla la realizzazione della nuova sede della Regione
Lombardia. Su tutta l’area definita Garibaldi Repubblica il Piano
territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) norma solo sulle funzioni
sovracomunali, ma l’amministrazione provinciale non ha titolo per entrare
nel merito delle scelte del Comune di Milano. Va anche detto che il Comune
ha deciso di procedere per singoli interventi, suddividendo tutta l’area
Garibaldi Repubblica in varie porzioni: in questo modo viene impedita la
possibilità di una valutazione complessiva – sul fronte dell’impatto
ambientale, dell’influenza del traffico ecc – sulla risultante finale
dell’intero intervento. La prerogativa della Provincia è verificare la
compatibilità di ogni intervento con le prescrizioni del Piano
territoriale di coordinamento provinciale e questa compatibilità esiste
con le funzioni sovracomunali inserite nel Ptcp.
Per quanto riguarda l’area verde di via Melchiorre Gioia, la Provincia può
intervenire esclusivamente sulla classificazione delle piante: qualora
alcune essenze arboree venissero definite di valore monumentale
scatterebbe il vincolo con il divieto dell’abbattimento.
E’ questa la strada seguita dalla Provincia, in sintonia con i comitati di
cittadini che si sono mobilitati a difesa dell’area verde.
In sintesi l’assessorato ai Parchi e al territorio ha promosso un’azione,
con l’Ersaf Ente regionale sviluppo e servizio agricolo e forestale,
affinché si proceda alla classificazione degli alberi interessati e
all’inserimento nel quadro del Piano territoriale di coordinamento
provinciale di tutti quelli che vengano definiti monumentali. Questa
iniziativa potrebbe non essere sufficiente a impedire l’intera operazione,
ma almeno può salvaguardare una parte degli alberi.
Gli stessi passi sono stati compiuti da questa amministrazione per altre
situazioni analoghe, come quelle di piazza Libia e piazza Grandi, dove gli
alberi sono minacciati per interventi di realizzazione di parcheggi
sotterranei. Infatti nell’ambito del Piano territoriale di coordinamento
provinciale esiste già un albo che contempla gli alberi monumentali
presenti nel nostro territorio, ma è ancora incompleto: si sta lavorando
al suo completamento che potrebbe includere almeno parte di quelli
minacciati dalle iniziative in questione.
Riteniamo di aver reso evidente che della vicenda non solo ci siamo
occupati, ma ci siamo anche fatti carico delle preoccupazioni legittime di
chi vive in una città come Milano e teme di veder distrutto uno spazio
verde.
Vi assicuro che qualora ci fossero sviluppi sarà nostro impegno informarvi
tramite il forum.
Cordialmente
Filippo Penati
Quindi qualcosa forse si sta muovendo timidamente nella direzione giusta. Comunque sia, dato che la prudenza non è mai troppa, sotto la rubrica "iniziative in atto" trovate ancora il link per partecipare attivamente alla petizione per la salvaguardia del Bosco di Gioia. Accorrete numerosi, l'ambiente è un problema di tutti. Non mi stancherò mai di ripetervelo.
Tanto per riallacciarmi al post della mia amata "Saperne di più (rubato a Piero Angela)" del 20/09/2005, pubblico questo estratto da un post apparso sul blog di Beppe Grillo il giorno dopo (mmmhhh...hai una sfera di cristallo tesoro?), come coronamento della disinformazione contro le banche:
C’è un settore nel quale l’Italia non è in recessione e, anzi, è cresciuta del 16% in un anno.
E’ il settore della Difesa, detto anche delle Armi.
Nel 2004 il volume di affari è stato di 1.489 milioni di euro.
Da quali banche italiane è stato gestito nel 2004 questo commercio?
Tre banche da sole rappresentano il 67% di tutto il mercato delle armi:
- Banca di Roma, 395 milioni di euro (30,04%)
- Gruppo Bancario San Paolo IMI, 366 milioni di euro (27,78%)
- Banca Popolare Antoniana Veneta, 121 milioni di euro, (9,19%)
E questo è quanto, spero ci riflettiate un pò su invece di pensare alla chiappe di Agustina Pan Dulce (sic!). That's all, folks!
Fonti: www.beppegrillo.it
Negli ultimi tempi, girando per la varie community internettiane, sono stato letteralmente bombardato da questo nome: Pan Dulce Agustina. Scritto in ogni maniera, ma perpetuamente ripetuto...al che, da buon giornalista, mi sono chiesto: ma chi è? Ho fatto qualche ricerca (non è stato difficile, Google è pieno di pagine dedicate a lei) ed ho notato che, a parte fotografarsi le chiappe, la ragazza non sembra avere doti particolari. Ingabbiato nel flusso vagamente sciacquonico del fenomeno mediatico, ho cercato una sottospecie di biografia (volevo sapere se era una modella, una pornoattrice, una macellaia...che ne so) ed ho trovato un articolo che ne fa proficuamente le veci. Eccolo qui:
E' tutta questione di... "culo"!
Come si può passare dall’essere una sconosciuta ragazza di provincia ad un fenomeno di costume e sensualità in pochi giorni? In Argentina una ragazza di nome Julieta Machado si è posta questa domanda e a quanto pare ha saputo trovare una valida risposta. Molti diranno… beh è tutta questione di fortuna. E noi puntualizziamo, no, non proprio fortuna, piuttosto di culo! E per una volta ne parliamo non in senso metaforico.
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Di lei si sono dette molte cose. C'è chi dice che le sue foto siano finite su internet per una scommessa o per la vendetta di un fidanzato geloso o chi dice che lei sia semplicemente una spigliata esibizionista. Sta di fatto che ormai la sua fama è approdata sulla carta stampata e Maxim (versione argentina) le ha dedicato servizio incoronandola il fenomeno mediatico di questa estate.
Ma Agustina Pandulce (o Pan Dulce) come si fa chiamare Julieta nel web, 20 anni studentessa universitaria in Argentina, la sua ascesa l’ha studiata bene sfruttando le sue due doti principali il suo fantastico sedere prima e la sua somiglianza con Keira Knightley poi. Non ha caso il suo nick name sul web è proprio Keira, anche se lei sostiene di averlo “creato senza pensarci su”.
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Per attrarre sul suo blog moltissimi navigatori Agustina ha avuto un’idea semplicissima e proprio per questo geniale: ha messo on-line una serie di foto in cui viene inquadrato, quasi sempre dal
basso, il suo bel sedere. Le foto sono tante, con diverse variazioni sul tema: pantaloni molto attillati, pantaloni abbassati, minigonne cortissime, slip molto ridotti e, in qualche foto addirittura nudo.
Quando si sono scatenati gli internauti alla ricerca di maggiori dettagli sulla “proprietaria” del bel sedere lei ha cominciato a far vedere qualcosa in più fino al viso, ultima cosa svelata, per altro. Fino alla chiamata di Maxim, il cui servizio ripropone soprattutto una panoramica del suo di dietro e un vedi e non vedi del suo viso, che per altro rappresenta la giusta alchimia che le ha dato la prima notorietà.
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Lei ora risponde ai suoi ammiratori e alle proposte di lavoro come modella, ospite Tv e radiofonica e si descrive così: “Io rischio tutto al 100%, sono estroversa, divertente e sensibile. Mi piace affrontare i problemi. E non dovrei dirlo, ho anche un cervello!”. Quando le ricordano che è stata nominata il “Sedere più bello del Mondo” dice di non poter credere quanto sia arrivata lontana e quanta attenzioni abbia catturato questa storia e aggiunge “forse molte ragazze vorrebbero trovarsi al mio posto ora, ma vi giuro che io non avevo pianificato nulla di tutto questo”.
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Julieta Machado - Agustina Pandulce - Keira in breve
Hobby? LeggereBeh, mentre mi occupavo del post sul Bosco di Gioia mi sono chiesto: ma chi è Melchiorre Gioia? Se anche voi avete avuto questa curiosità nel leggerlo, fate scorrere in basso le vostre pupille e verrete soddisfatti.
Melchiorre Gioia era nato a Piacenza nel 1767 e morì a Milano nel 1829. Dopo studi in filosofia e teologia e diverse attività in ambito politico e pubblicistico, fu nominato nel 1801 storiografo della Repubblica Cisalpina e si dedicò a studi di economia e statistica. Mente enciclopedica e poliedrica, Gioia trattò tutti i problemi sociali del suo tempo. Dopo la restaurazione del governo austriaco a Milano, nel 1820, egli fu arrestato con Silvio Pellico e con Maroncelli, per poi essere liberato l’anno seguente: ciò non di meno, rimase sospetto al governo austriaco fino alla morte, avvenuta nel 1829. Fu autore di svariate opere, delle quali meritano sicuramente di essere ricordate il Nuovo Galateo (1802), il Trattato del merito e delle ricompense (1808-1809), l’Ideologia (1822) e la Filosofia della statistica (1826). Nella medicina legale è rimasto famoso per la nota regola del calzolaio: in un trattato di statistica essa anticipava il concetto della riduzione della capacità lavorativa specifica:
" ... un calzolaio, per esempio, eseguisce due scarpe e un quarto al giorno; voi avete indebolito la sua mano che non riesce più che a fare una scarpa; voi gli dovete dare il valore di una fattura di una scarpa e un quarto moltiplicato per il numero dei giorni che gli restano di vita, meno i giorni festivi ...".
Gioia ritiene che l’ideologia – non nel senso (marxiano) di coscienza capovolta, bensì in quello, propri degli ideologues, di scienza dell’origine e dello sviluppo delle idee – debba fondarsi su un metodo puramente descrittivo delle operazioni psichiche, senza alcun riferimento all’anima come causa produttrice di esse. In perfetta sintonia con il sensismo e in particolare con Condillac, Gioia rintraccia la base di tali operazioni nelle sensazioni reali, ma riconosce poi una funzione nel costituirsi delle idee anche a quelle immaginarie. Il privilegiamento del metodo descrittivo, connesso ai suoi spiccati interessi per la matematica, portano il filosofo piacentino a considerare la statistica come uno strumento imprescindibile per la raccolta e per la classificazione dei fatti, quantificati sulla base delle loro ricorrenze. In questa prospettiva, si capisce anche la marcata propensione di Gioia per l’aritmetica morale di Bentham, intesa come calcolo delle utilità in base ai piaceri e ai dolori prodotti dalle azioni, anche se egli è poi costretto a lamentare il fatto che, in sede morale, non è possibile effettuare calcoli e misure precise come avviene nelle scienze fisiche. Poco persuaso dalla “rivoluzione Copernicana” compiuta da Kant, Gioia lo liquidò con un motto di spirito: “l’Italia non s’inkanta”.